Reclaiming Collective

13.06.2026 - 08.11.2026
Opening 13.06.2026 h. 11-21

 

Festung Franzensfeste
Forte di Fortezza

 

A cura di Andrea Lerda,Hannes Egger, Veronika Vascotto



Artistə: Bea Bonafini, Barbara Gamper, Hannes Egger, Michael Fliri, Ingrid Hora, Rosmarie Lukasser, Rebecca Moccia, Museo Wunderkammer, Josèfa Ntjam, Dan Perjovschi, Micaela Piñero, Micol Roubini, Marinella Senatore, Karin Schmuck, Tobias Tavella, Flaminia Veronesi, Maël Veisse, Maria Walcher, Mali Weil

 

Con la partecipazione di: Alpine Changemaker Network

 

Musicistə e gruppi musicali: Ardimann MC, AZURA, Badnessodong, Walther Beitaler, Benjamin, Boogie & Pie, Günther Rechenmacher, Dainty Crimem Dj, Enfant terrible

 

Davide Rocco Fiorenza, Flòrt.exe Dj, Markus Gerstgrasser, Luis Höllrigl, INSOMNIAC, I-WITNESS, Veco Yellici, Lakki Lakkis & The Nerves, Mackerschreck Dj, Buba Marong, Moira, Nodo, Fally Moore, Uprising Mylz, Andreas Oberhofer, King Pata, Reflusso, Augustin Schöpf, SHOWGUN, Andrea Stark, Walter Weithaler, Gunther Wörmhart, Wicked & Bonny with Conny Superior & Berise

 

 

La seconda edizione di Fort Biennale − ospitata all’interno di una delle architetture belliche più significative di tutta l’area alpina − è un viaggio in quattro capitoli attorno al concetto di togetherness.
La narrazione − una forma di risposta alle urgenze del presente: dall’intensificarsi dei conflitti al diffondersi degli autoritarismi, dall’emergenza climatica alla crisi dei diritti umani, dalle opportunità del digitale alla deflagrazione delle relazioni interpersonali − afferma che un altro mondo non solo è possibile, ma esiste già.
Ripensarci come creature che sono parte di una sola comunità globale, fondata sulla relazione pacifica tra umani e sulla coesistenza simbiotica con tutto ciò che è altro dall’umano, è l’unica strada per la sopravvivenza.

Fort Biennale 2026 è pensata come un dispositivo creativo, interattivo e aperto. Uno strumento per incontrare immaginari altri, oltre i paradigmi contemporanei dominanti. Uno spazio di immaginazione collettiva, per mezzo del quale esercitare il senso di empatia, ascolto e comunità.
Reclaiming Collective è un invito al superamento degli ostacoli che producono separazione. La dichiarazione che alleanze, partecipazione e mutuo sostegno possono rappresentare un’alternativa all’individualismo distruttivo che il turbocapitalismo alimenta.   

Le opere di una ventina di artistə italianə e internazionali − con una particolare attenzione per la scena creativa dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino − sono presentate all’interno delle sezioni Think, Play, Dance e Act, in dialogo con la voci di quattro ricercatrici del Center for Advanced Studies, Eurac Research: Elisa Piras, Chiara Paris, Jenny Ufer e Katharina Gruber.

 

La biennale sarà affiancata da un programma di eventi pubblici che sarà reso noto all’inaugurazione.