Art to Transform Ecologies, 1957-2017

Il Contemporary Art Department del Museum De Domijnen a Sittard-Geleen fa il punto della ricerca europea sulle questioni ecologiche. Una quarantina di artisti per coprire sessant’anni di arte impegnata sul tema dell’ecologia. Fino al 7 gennaio 2018.

 

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È sufficiente guardare alla scena artistica degli anni Cinquanta per rintracciare una serie di artisti che iniziarono a porre in evidenza l’urgenza di un rapporto equilibrato tra piante, animali, persone e il loro ambiente. Desiderosi di inviare il messaggio che le risorse del pianeta non sarebbero durate per sempre, iniziarono ad utilizzare gli Ecovention (1) come un modo per accendere i riflettori su questo problema. Sviluppando progetti multidisciplinari, grazie all’impiego di media differenti, della community art, dell’architettura del paesaggio e della tecnologia, hanno avviato collaborazioni con protagonisti del mondo della scienza, della politica e altri settori. Oggi, sessant’anni dopo, il Contemporary Art Department del Museum De Domijnen ospita una mostra unica, proprio su queste tematiche. Pensata da Roel Arkesteijn (curatore del De Domijnen) e Sue Spaid (curatore ospite), la mostra propone i lavori di una quarantina di artisti provenienti da sedici paesi, scelti per il modo in cui gettano luce sulla crisi ambientale dell’Europa, assieme ad alcune opere della collezione del museo.

 

Jean Francois Paquay Edible Environment photo Bert
			Janssen

Vera Thaens Roof Runoff Purifying System photo Bert
			Janssen

Il 2017 coincide con il quindicesimo anniversario della mostra Ecovention: Current Art to transform ecologies, presentata al Contemporary Art Center di Cincinnati (USA), che per la prima volta propose una distinzione tra i termini ecoventions (ecology+invention), Earthworks, eco-art e arte ambientale. Nel frattempo il termine “ecoventions” si è diffuso sempre di più, entrando a fare parte del linguaggio di quegli artisti, critici e curatori interessati a mettere in evidenza tutta una serie di azioni pratiche con intenti ecologici. 'Ecovention Europe”affonda tuttavia le sue radici all’interno del territorio europeo, allontanandosi dalle sue associazioni storiche con la Land Art americana. Circa un decennio dopo queste esperienze americane infatti, Joseph Beuys ha compiuto azioni all’interno di fiumi e paludi, Herman de Vries registrava i suoni degli uccelli e delle cascate, mentre Nicolás García Uriburu compiva interventi green all’interno di porti e canali. E ancora Hans de Vries sostituiva marciapiedi con muschio di torba e specie vegetali, il Gruppo 9999 trasformava i giardini vegetali in spazi abitativi, Ugo La Pietra documentava gli orti milanesi e Teresa Murak realizzava manualmente “Sculture per la Terra”. Nel frattempo, tutta una serie di artisti americani come Jackie Brookner, Mel Chin, Agnes Denes, Hans Haacke, Harrison Studio, Ocean Earth, e Robert Smithson hanno realizzato importanti interventi di ecovention proprio all’interno di questo continente.

 

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Oltre questo importante inizio, serviranno comunque altri tre decenni per giungere alla forza creativa e di cambiamento che possiamo osservare oggi. 'Ecovention Europe” mette assieme oltre 120 opere di oltre quaranta artisti provenienti da sedici nazioni differenti, le cui pratiche hanno contribuito ad arricchire la riflessione ecologica, modificando la percezione del pubblico e contribuendo a fare in modo che ecologisti, progettisti e scienziati potessero avere un punto di vista differente, attraverso cui individuare, analizzare e risolvere problematiche ecologiche.
Ecoventions temporanei di Czekalska + Golec, Ecole Mondiale, N55, Jean-François Paquay, Søren Dahlgaard, Vera Thaens e Lois Weinberger si possono vedere tutto attorno a Sittard. Quale conferma dell’importanza di realizzare attività collettive, anche in questo caso gli artisti hanno regolarmente collaborato con politici, scienziati, urbanisti e architetti paesaggisti per attuare le proprie idee.


ECOVENTION EUROPE. ART TO TRANSFORM ECOLOGIES, 1957-2017
Museum De Domijnen, Dipartimento di arte contempornea
A cura di Roel Arkesteijn e Sue Spaid
Fino al 7 gennaio 2018

431art, Lara Almarcegui, Emanuela Ascari, Brandon Ballengée, Joseph Beuys, Brett Bloom, Jackie Brookner, Federica Di Carlo, Paul Chaney, Rebecca Chesney Czekalska + Golec, Søren Dahlgaard, Agnes Denes, Georg Dietzler, Ecole Mondiale les Fujak, Gruppo 9999, Harrison Studio, Kinga Kiełczyńska, AnneMarie Maes, Cecylia Malik, Daniela Di Maro, Teresa Murak, Nils Norman, N55Ooze, Jean-François Paquay, Ugo La Pietra, Marjetica Potrč, Moirika Reker,, Debra Solomon, Robert Smithson, George Steinmann, Vera Thaens Touchstones, Nicolás García Uriburu, Koen Vanmechelen, Hans de Vries, Lois Weinberger.

 

1_Il termine Ecovention fu inventato da Amy Lipton e Sue Spaid nel 1999 per identificare un intervento artistico all’interno di un contesto ambientale di degrado.