PAESAGGI AL MARGINE

Colori acidi, ambientazioni in bilico tra reale e irreale, o per meglio dire, surreali.
Luoghi pensati ma anche vissuti, esito dell’immaginazione e frutto della contemporaneità. La pittura di Adriano Valeri è decisamente espressiva e comunicativa. Parla in modo chiaro, nonostante le allusioni incomplete a dimensioni che solo in parte intendono esprimere qualcosa di certo.

Adriano Valeriartista pittura natura periferia paesaggio
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Adriano Valeri, Dogs of the Sinai, 2015, disegno, collage e pittura acrilica su carta, 22x29 cm. Courtesy l'artista e Galleria Marcolini, Forlì


Nato a Milano nel 1987, ma da tempo trapiantato a New York, Adriano Valeri ha sperimentato diversi medium prima di sentire quello pittorico come il più adatto alla sua sensibilità artistica.
La genesi del suo lavoro nasce da un confronto diretto con lo spazio, lunghe camminate, escursioni e tanto tempo speso in solitaria nella natura e affonda le radici nel bisogno che fin da piccolo lo portava a copiare le immagini naturalistiche presenti nei libri di storia naturale. Valeri ripropone gli elementi di scarto della vita urbana che ritrova all’interno di paesaggi transitori e marginali, tanto più interessanti perché fuori dalle consuete narrative.
Le sue ambientazioni non rispondono alla chiamata ecologica, né si interessano in maniera specifica a un’idea di natura da amare o salvare. Piuttosto, l’allusione sottile che l’artista fa, richiama alla mente le letture critiche di Pier Paolo Pasolini e la sua critica aspra alla società corrotta e spregiudicata. Una chiave dunque più politica, che porta alla ribalta le esperienze di vita “ai margini” e che rivela la presenza di un grande fermento e una grande energia anche là dove apparentemente tutto sembra abbandonato e compromesso.
In questo, la scelta dei colori provocanti, delle forme non nitide, volutamente “sfocate” evocano una dimensione sospesa, tipica degli adolescenti e dei meno abbienti, principali protagonisti che quotidianamente vivono e abitano tali luoghi e condizioni.

 

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In ordine: Adriano Valeri, The Florida Room, 2015, olio su tela, 160x140cm; Air Handlers, 2015, olio su tela, 140x160 cm; Araucarie, 2014, olio su tela, 220x180 cm. Courtesy l'artista e Galleria Marcolini, Forlì


“Fra le cose che mi danno la maggiore soddisfazione c'e' la pittura e l'osservazione del mondo naturale, e per me le due attività sono ormai profondamente complementari, anzi li sento personalmente necessari.
Con ciò non intendo un'attività terapeutica, o conoscitiva in modo oggettivo, ma credo che per molti pittori, dipingere sia una forma specifica per reintegrare le esperienze che sfuggono alla verbalizzazione, di tradurle, fissarle e rivisitarle al di fuori della lingua. Quindi quando guardo il paesaggio, sento il bisogno di indagarlo pittoricamente, non di celebrarlo, né di descriverlo fedelmente, ma proprio di costruirne delle immagini utili a riviverlo e fissarlo.”

 

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In ordine: Adriano Valery, Memory Disc, 2016, olio su tela, 140 cm d.; Yours Truly, 2016, olio su tela, 140 cm d.; Rubberneckers, 2017, olio su tela, 140 cm d.; Memory Disc, 2016, olio su tela, 140 cm d.; courtesy l'artista e Galleria Marcolini, Forlì


“Se consideriamo il paesaggio come una matrice che registra l'azione di tutte le forze che vi agiscono: biologiche, meteorologiche, antropiche, allora gli spazi marginali diventano molto significativi, i nostri scarti parlano della nostra cultura materiale, gli impianti termici e i ventilatori parlano dei nostri corpi, di come la tecnologia agisce sulle nostre esperienze dei luoghi.
Quando raffiguro le lattine, i sacchetti di plastica, i fazzoletti sporchi, i tubi delle condotte, le confezioni alimentari e i cavi elettrici, mi concentro su tutti questi materiali collocati ai margini del nostro vivere, che sono pur sempre presenti che ci piaccia o no. I colori che scelgo riflettono un senso di alienazione ed urgenza, ma sono anche i colori della segnaletica, degli energy drink, dei volantini, di un luogo caldissimo, come l'asfalto sotto il sole d'agosto. La giustificazione migliore che posso dare della mia attività' pittorica e' di produrre una testimonianza della Terra come la viviamo in questo momento storico, annodando le forze antiche e apparentemente eterne della natura con gli scarti inconsapevoli della nostra civiltà attuale”.

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Adriano Valeri, Profezia Minore, 2015, pittura acrilica su carta, 25x35 cm. Cortuesy l'artista e Galleria Marcolini, Forlì