Over Time

 

Il MUSE – Museo delle Scienze di Trento presenta dal 10 luglio al 26 settembre 2021, nella storica sede espositiva di Palazzo delle Albere, Over Time, la videoinstallazione a tre canali esito del progetto di Laura Pugno realizzato da a.titolo e curato da Andrea Lerda. Il progetto è nella rosa dei vincitori della IX edizione di Italian Council, programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 

 

Over Time è un’installazione video a tre canali che indaga il rapporto tra essere umano e ambiente naturale attraverso uno sguardo multifocale sul tema della neve.
Materia bianca dal fascino misterioso, la cui origine sembra appartenere a un tempo eterno, la neve è da sempre un richiamo per esploratori, scienziati e artisti; sostanza mutevole e al tempo stesso memoria solida del mondo; elemento metamorfico che sottolinea la natura transitoria del nostro viaggio sulla Terra.
A partire dalla storica seduzione che questo elemento esercita sull’animo umano – la sua capacità di generare bellezza, emozioni e visioni – Over Time esplora, aggiornandole, le ragioni del nostro legame affettivo e del nostro bisogno di vivere, studiare e ricreare la neve nell’era dell’Antropocene.
La narrazione, accompagnata dalle musiche realizzate appositamente della sound artist Magda Drodz, si apre su tre scenari.

 

Nel primo, una figura umana, ripresa in un cammino atemporale e senza fine – apparentemente indifferente alla magia dell’inverno – procede, impassibile e inarrestabile, attraverso un bosco innevato. Simulacro di sé stessa e dell’intera umanità, è una presenza che ci interroga sulla natura ontologica dell’essere umano e sulla reale possibilità, nonché volontà, di coesistere armoniosamente con il mondo naturale.

Nel secondo, le immagini registrate all’interno di un’azienda di aerosol che produce neve spray, documentano il processo di realizzazione di un prodotto il cui scopo è ricreare artificialmente ricordi, sensazioni ed emozioni legate ai paesaggi innevati, destinati soprattutto all’industria del Natale. Entrando in dialogo con le dinamiche antropiche, il global warming e la fusione dei ghiacciai, le inquadrature del laboratorio nel quale si mette a punto la formula per la neve sintetica e dei nastri trasportatori sui quali si susseguono ordinatamente le bombolette pronte per la vendita, lasciano presagire un futuro distopico nel quale i fiocchi di neve, quei “minuscoli miracoli di bellezza” di cui scriveva Wilson Bentley, esisteranno unicamente all’interno di un nostalgico ricordo.

Il senso di anestesia e di sospensione che emerge da questi due scenari appare in contrasto con l’atteggiamento del nivologo Michele Freppaz, impegnato in una serie di analisi scientifiche sulle nevi del Monte Rosa, nei pressi dell’Istituto Angelo Mosso.
L’approccio all’indagine del ricercatore, mediato dal ricorso alla componente sensoriale ed esperienziale presenta la figura dello scienziato sotto una luce inedita, lasciando trasparire un forte senso di partecipazione personale ed emotiva, allontanando l’immaginario convenzionale della scienza che osserva e studia il mondo naturale attraverso uno sguardo analitico e distaccato.

 

 

In Over Time, lo sguardo critico che porta lo spettatore a confrontarsi con il concetto di fallimento, di game over, sottolineato da una colonna sonora dai toni che via via si fanno cupi e allarmanti, si intreccia con una visione dal carattere più rassicurante. Il riferimento macabro a un possibile futuro senza neve, si apre a uno sguardo mediato dal sentimento di empatia verso un universo fragile e silente, interrogandoci su quale possa e debba essere il tempo che ci attende.
La riscoperta del nostro legame biofilico con la natura e l’apertura verso un’ecologia affettiva sono le premesse per un altro tempo, per una nuova ecofilia con il mondo, fondata su una rinnovata sensibilità al concetto di cura.

 

 

Il progetto è realizzato con la collaborazione del DISAFA, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università degli Studi di Torino, del MUSE - Museo delle Scienze di Trento e di altre otto istituzioni artistiche, italiane ed estere, che ne ospiteranno gli appuntamenti a partire dall’estate 2021: la Fondazione Zegna a Trivero, Cittadellarte Fondazione Pistoletto a Biella, l’Università degli Studi di Torino, l’associazione culturale AGIVERONA con l’Università di Verona, le OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino nell’ambito del public program curato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e all’estero il Musée Gassendi / CAIRN Centre d’Art di Digne-les-Bains (Francia), le istituzioni non profit A Tale of a Tub a Rotterdam (Paesi Bassi), SÜDPOL, Luzern (Svizzera) e il Centre d’Art Contemporain Gèneve (Svizzera).

L’opera è entrata a far parte della collezione del MUSE - Museo delle Scienze di Trento.