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85. ANDRECO

PARATA PER LA NATURA

Ingegnere di formazione e artista per vocazione Andreco è certamente una delle figure più interessanti della giovane scena artistica contemporanea italiana.

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Andreco, foto Alice Bettolo

Classe 1978 ma con un curriculum alle spalle di grande rilievo: ingegnere ambientale, ha infatti condotto ricerche post dottorato sui benefici del verde urbano in collaborazione con l’Università di Bologna, la Columbia University e la Nasa a New York City.
Dal 2000, parallelamente alla formazione scientifica, porta avanti la sua ricerca artistica. Tema centrale è il rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale e tra l'uomo e la natura, in tutte le sue declinazioni.

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Andreco, Rise and Fall, 2015, murale per Clorofilla a Casa dei Beni Comuni, Belluno, Italy

Il lavoro di Andreco nasce da una grande passione per questi temi, si fonda su basi scientifiche solide, prendendo spunto dall’analisi di problematiche reali e talvolta molto urgenti. Il più delle volte si tratta di interventi realizzati in stretta relazione con i luoghi, le comunità, le condizioni geologiche e geografiche: grandi murali, installazioni, performance, interventi site specific (ma anche disegno, pittura e video).
Innalzamento continuo dei livelli di CO2 nell’atmosfera, inquinamento dei mari e dei suoli, cambiamenti climatici, cementificazione esasperata: l’inquinamento antropico è per Andreco la causa principale dei danni ambientali. L’artista non fa propaganda, né intende provocare o denunciare troppo apertamente. Le sue opere, caratterizzate da un’estetica riconoscibile presa in prestito dalla natura, suggeriscono riflessioni, sottopongono a chiare lettere questioni allarmanti che ognuno è libero di analizzare e di scoprire.
Le forme che Andreco utilizza per realizzare buona parte dei suoi lavori traggono ispirazione dai minerali e dalla loro estetica minerale, netta, ma pur sempre inesatta.
Le forme rappresentano la natura, non sono né figurative, né astratte. Sono icone con il fascino della terra. Quello di Andreco è un processo di sintesi. Tutto disegnato a mano libera, unico modo per rendere manifesta l’imperfezione insita nell’organicità della natura.

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In ordine: Climate Change Mitigation, 2014; Nomadic Landscape, 2013; Resilient Bush, Biancospino: Superground, 2013

Tra i suoi interventi più recenti, possiamo ricordare CLIMATE01, un grande lavoro realizzato a Parigi, città che è stata recentemente sede di COP21 – Sustainable Innovation Forum 2015. Questo rappresenta il primo step di un progetto che si ispira al dibattito scientifico sui cambiamenti climatici.
Gli scienziati stimano che la concentrazione di CO2 nell’atmosfera abbia una conseguenza diretta con l’aumento delle temperature e le modificazioni del clima. 350 parti per milione di biossido di carbonio nell’atmosfera è un livello considerato sicuro. L’attuale concentrazione di CO2 si aggira attorno a 397 ppm e nell’anno in corso raggiungerà la soglia dei 400ppm.
In relazione a questo importante evento mondiale, Andreco ha dunque deciso di realizzare un grande murales sulla parete della Scuola Primaria Richomme, nel 18° distretto, che si ispira alle conseguenze dei cambiamenti climatici, oltre a un’installazione in legno e piante rampicanti nel giardino di quartiere, grazie alla partecipazione degli abitanti della zona.

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Andreco, CLIMATE01, 2015 (Parigi)

“Nell’epoca dei cambiamenti climatici, l’ambiente ha bisogno di nuovi simboli per resistere alle costanti sfide. Siamo nel secolo caratterizzato da una crisi ecologica conclamata e il mio lavoro è inevitabilmente legato e influenzato da essa. La mia ricerca si concentra sulla relazione tra uomo e natura e tra contesti urbani e paesaggio naturale. “L’uomo è natura che diventa cosciente di se stessa” (Elisée Reclus). A partire dal 2000 sto portando avanti un percorso di ricerca che ha origine dalla mia curiosità di trovare e scoprire le connessioni tra arte e scienza, simbolismo e sostenibilità ambientale, anatomia e urbanismo, corpi e città, ecologia e giustizia sociale, emozioni e azioni. Ritengo che le ricerche multidisciplinari siano molto importanti. Sostengo l’idea che le libertà di pensiero individuale e collettivo sia un valore primario. Obiettivo della mia pratica artistica è quello di generare nuovi modi di vedere, simboli e formule che siano in grado di rendere visibile l’invisibile, mostrando la bellezza dei processi naturali nascosti come un alchimista contemporaneo che impara dal passato. Non esiste un solo metodo corretto per fare tutto ciò (non seguo uno schema preciso nel mio lavoro), tuttavia il processo di creazione delle opere è molto spesso site specific e influenzato dal contesto all’interno del quale si inserisce, dalle persone che incontro e dall’ambiente stesso.
Il mio lavoro si lega a materiali ed elementi naturali, osservandone le trasformazioni e semplificando le idee attraverso le forme. In alcuni casi ricerco un equilibrio delicato tra di essi, altre volte genero forme che siano di forte impatto. Pratica comune è quella di partire da elementi naturali specifici provenienti dal paesaggio, che poi ricolloco artisticamente in contesti nuovi, cambiandone il punto di vista, le modalità di percezione, andando così a modificare il significato convenzionale degli oggetti, secondo il principio di “Natura come arte”. (Andreco)

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Andreco, Rocks, 2013 (Chiusa Pesio - CN); Philosophical tree, 2012 (Bologna), foto Marco Monicelli

*Courtesy delle immagini: Andreco